Conosci la voce del tuo critico interiore?

Giu 03, 2021 | Donne che scelgono il cambiamento


Ascolta questo post
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di Lettura: 7 minuti

Tutti abbiamo due voci dentro di noi.

C’è quella che nutre ed edifica: la voce che ci consente di appoggiarci a ciò che amiamo, che parla i linguaggi della fiducia, dell’incoraggiamento e della possibilità.

Poi c’è quella che è critica e scoraggiante: la voce che ci appesantisce come la gravità, rendendoci incapaci di crescere in ciò che dovremmo diventare.

Quella seconda voce è il tuo critico interiore. Ed è una forma di autosabotaggio: ti impedisce di vedere il cambiamento che vuoi creare nella tua vita.

Pensaci e, se ti fa piacere lavorarci insieme, partecipa al BookClub Womanboss

Conoscere e sfidare il tuo critico interiore.

Ci sono innumerevoli citazioni, mantra e intere filosofie dedicate a dirci di trovare e seguire la nostra “voce interiore”. Sono chiaramente d’accordo nel trovarci e ritrovarci: è necessario scoprire chi siamo veramente. Tuttavia, la ricerca della voce interiore può essere complicata.

Come praticamente tutto e tutti nella nostra vita, anche la nostra voce interiore ha due lati.
In effetti, è quasi come se fossimo in possesso di due voci distinte: una voce positiva, che afferma la vita, che rappresenta il nostro vero sé (i nostri veri desideri e obiettivi) e una voce interiore critica, persuasiva e distruttiva.

Ho letto, in un testo sbiadito trovato ad un mercatino a Portaportese, una delle definizioni più illuminanti che afferma: la voce critica è un “anti-sé”. Mi sono affezionata a questa definizione, la trovo chiara, anzi la faccio mia e provo a delimitarne i confini.

Conoscere questa “voce dell’anti- sé” è uno degli ostacoli più sfidanti che possiamo superare, attraversando questo cambiamento saremmo in grado di vivere la nostra versione di vita migliore.

Affinché il nostro vero sé si affermi sul nostro anti-sé, dobbiamo capire come operano le nostre voci interiori.
Da dove vengono? Qual è il loro scopo? Come possiamo attingere al nostro vero e positivo senso di sé, calmando la nostra voce interiore critica?

Possiamo iniziare comprendendo un concetto importante: siamo sempre e in molti modi governati dal nostro passato, dal momento in cui nasciamo, assorbiamo il mondo che ci circonda. I primi atteggiamenti, credenze e comportamenti a cui siamo state esposte possono diventare un dialogo interiore, influenzando il modo in cui vediamo oggi noi stesse e gli altri.

Se abbiamo sentito l’amore, l’accettazione o la compassione diretti verso di noi questo avrà nutrito il nostro vero sé e i sentimenti positivi che abbiamo su chi siamo nel mondo.

Tuttavia, gli atteggiamenti critici e le esperienze negative che abbiamo vissuto ci hanno formato e alimentato il nostro anti-sé.

Tutte queste esperienze diventano le voci ed i suggeritori poco saggi che facciamo convivere in noi.

Anche a te sarà capitato di sentire quella bella vocina squillante che ti suggeriva che non eri abbastanza, vero?

Capita a tutti in diverse espressioni, nessuna persona è perfetta, nemmeno i tuoi genitori lo erano.

Siamo stati inevitabilmente influenzati sia dai punti di forza che dai punti deboli che i nostri principali responsabili hanno messo in campo, tuttavia, non siamo condannati a ripetere i loro errori o ad accettare ciecamente le convinzioni che abbiamo su noi stessi in base alle nostre prime esperienze.

Possiamo, infatti, trovare costantemente modi per differenziarci, connettendoci con il nostro lato migliore, ma separandoci dagli atteggiamenti e dalle convinzioni che non ci servono più nel presente.

È faticoso? Sì.

Scelte facili e vita difficile, vita difficile e scelte facili.

critico interiore 2

Nel mio lavoro di facilitatrice e coach mi capita spesso di accompagnare a sciogliere queste ferme convinzioni, perché come puoi vivere una vita piena di significato dando voce al tuo anti-sé?

Mi capita spesso di accompagnare un Retreat personale dove lavoriamo su questo, prima che ci sia l’attivazione di un nuovo progetto personale o professionale, perché come potresti vivere il tuo nuovo viaggio con la tua assenza?

Su questo tema potremmo parlarne insieme, sarà argomento del webinar che terrò per il BookClub Womanboss a settembre.

Se senti che ti piacerebbe esserci, procurati il libro “Big Magic” di Elisabeth Gilbert e prenota il tuo posto.

bookclub critico interiore

Mentre arriva il tempo del nostro incontro ti suggerisco di iniziare a dedicarti qualche ora di riflessione.

Come iniziare a depotenziare il tuo critico interiore.

Ci sono tre passaggi per attivare questo processo:

1: Nota la voce.

Le persone spesso ascoltano la loro voce interiore critica senza rendersene conto, di solito arriva quasi come un rumore di fondo, quindi, accetti il suo commento come realtà.
È importante diventare più consapevoli dei momenti in cui la tua voce interiore critica inizia a tormentarti, cerca di notare quando i suoi insulti minatori e le istruzioni risuonano durante il giorno.

Questo si può manifestare in tanti modi:

“Sembri così stanca/grassa/brutta/stupida”, “Stai infastidendo le persone”, “Non puoi farlo”, “Sei un tale disastro”, “Sei così inadatta”, “Non sei minimante alla loro altezza”.

Mentre è in atto questa dinamica, vale la pena notare che tale voce può essere davvero cattiva, denigratoria e giudicante, ma sai che a volte può anche sembrare quasi amichevole e rassicurante?

Potresti trovarti a sentire un suggerimento del tipo “Basta stare a casa, non devi preoccuparti di fare quella presentazione ed andrà tutto bene”,  “Le tue idee sono creative ma come vuoi che funzionino?”

Nel momento in cui ascolti le sue istruzioni, il critico interiore inizia a prendere il sopravvento.

Non farti ingannare dal tono di voce, gentile o duro, il suo obiettivo principale è portarti giù, riportarti a un vecchio e familiare schema che, però, continuerà a limitarti nel tuo campo dell’agire.

2: Scrivi le tue “voci” nella seconda persona

Un esercizio potente che puoi fare da sola è scrivere i pensieri negativi che hai verso te stessa.
Per prima cosa, scrivili in prima persona come affermazioni “io”, ad esempio “Non sono divertente. Nessuno mi trova interessante”, accanto a ciascuna di queste “voci”, scrivi gli stessi pensieri delle affermazioni “tu”.
Non sei divertente. Nessuno ti trova interessante”. Questo processo ti aiuta a iniziare a separare la tua voce interiore critica dal tuo punto di vista reale, in modo che tu possa vederla come si manifesta.

Fatto questo elenco, ora sfida il tuo critico.

Sfida la tua voce interiore critica: quando scrivi le tue voci è molto importante farlo così da non lasciare che i tuoi pensieri di autocritica o vergogna prendano il sopravvento.

3: Il terzo e forse più essenziale passo è, quindi, rispondere a queste affermazioni da una prospettiva realistica e compassionevole. 

Tu tratteresti o parleresti mai ad un tuo caro/a in questo modo?

Parleresti a tuo figlio/a così?

Se fosse un’amica a raccontarti un episodio poi ti rivolgeresti in questo modo a lei?

Io sono certa di no.

Siamo molto più giudicanti con noi stesse che gli altri: il processo da attivare è la compassione e il depotenziamento di questa dinamica.

Riflettendo e lavorando su questo sarai in grado di abbracciare le esperienze come nuove, avrai un grado di generatività nella tua vita molto influente.

Affronterai con coraggio magari l’iscrizione ad un nuovo percorso di studio a quarant’anni o, perché no, deciderai di investire le tue energie in ciò che ti appassiona, lascerai un lavoro che non ti emoziona e, magari, inizierai a pattinare sul ghiaccio.

Io ti auguro una nuova primavera, fiorisci.

Alessia

 

Print Friendly, PDF & Email