Cosa fare quando hai paura di fare un cambiamento, ma non vuoi rimanere dove sei?

Alessia D'Epiro

Giu 15, 2021 | Donne che scelgono il cambiamento


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Tempo di Lettura: 4 minuti

Se pensare di cambiare carriera ti fa sentire paralizzata e sopraffatta dall’insicurezza, non sei sola, fare una transizione di carriera è innegabilmente spaventoso, dirompente e difficile.

Molte ricerche che hanno analizzato il fattore ‘stress’ mostrano che il cervello percepisce biologicamente il cambiamento del lavoro come uno degli eventi di cambiamento della vita che rappresentano una minaccia per la sopravvivenza.
Pensa che  Holmes Rahe ha scoperto che cambiare carriera è una delle 20 cose più stressanti che accadono nella tua vita, subito dopo la morte di una persona cara.

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Cambiare e poi resistere al cambiamento richiede un sacco di sforzi, poiché è probabile che dovrai attraversare di nuovo la ridefinizione della tua identità lavorativa, magari dovrai aggiornarti, forse per un po’ dovrai fare il doppio lavoro per cercare di evitare una brusca transizione, ma soprattutto dovrai affrontare il tuo desiderio.

Ma prima di parlare di desiderio vediamo cosa potrebbe offuscare la tua vista: cosa non ti dà la possibilità di ascoltare il vibrare delle tue corde?

Cosa ti allontana da una vita autentica? La paura.

La paura ha mille volti: c’è la paura di provarci, la paura di realizzare un cambiamento, la paura di fallire, paura di sembrare una sciocca, paura dell’ignoto e di lasciarsi alle spalle una vita in cui hai investito così tanto. Poi c’è anche la paura di non fare la prima mossa, la paura di guardare indietro alla tua vita con rimpianto, la paura di passare la vita non solo a fare la carriera sbagliata, ma a dover vivere con la consapevolezza di essere ancora lì perché avevi troppa paura di cambiarla.

Aiuto! Che fatica avere paura, vero?

Nonostante sia faticosa, la paura è una benedizione, se non ci ostacola, perché ci indica che c’è qualcosa a cui teniamo veramente e dobbiamo solo tendere l’ascolto e quella paura qualunque essa sia, e dopo l’ascolto attraversarla, conoscerla, capire e poi pianificare.

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Quando sei in uno di questi stati di paura, sei in uno stato di “congelamento”. Questa paralisi ha di fronte due risvolti ugualmente spaventosi: stai usando così tanta energia e non stai andando da nessuna parte.

Forse ti sei ritrovata sveglia la notte, a fissare il soffitto, forse il tuo corpo ha iniziato a lanciarti dei segnali, forse il tuo entusiasmo al mattino si è affievolito o forse hai notato che quando immagini il cambiamento di carriera che vuoi ottenere il tuo stomaco si stringe e la tua mente diventa così rumorosa che è difficile pensare con lucidità.
È difficile convivere con questa paura: è frustrante, è una vera confusione e sembra che non finirà mai, ma questo è anche il segnale che hai raggiunto un bellissimo punto di svolta nel tuo cambiamento di carriera.

La tua paura è uno strumento per sapere cosa conta di più

La paura sorge quando è in gioco qualcosa di importante.
Nella sua forma più elementare, esiste per proteggere il tuo bene più prezioso: la tua vita. Quindi, ha senso che quando pensi di cambiare un elemento fondamentale della tua vita, il tuo sostentamento, il tuo reddito e la tua identità, la paura alzerà inevitabilmente la “voce”, diventerà rumorosa e protettiva e, sì, un po’ prepotente.

La tua paura è progettata per prendersi cura di te, ed è anche una vera miniera d’oro quando si tratta di farsi strada attraverso il cambiamento di carriera.
Perché? Perché se la paura è un segno che hai qualcosa di prezioso sul tavolo, allora puoi iniziare a usarla come bussola.
Se non è presente, non stai facendo nulla di importante per te. Puoi usare la tua paura e il tuo impegno per triangolare il tuo nuovo corso con ogni situazione in cui ti trovi e per ogni decisione che devi prendere.

La tua paura è la tua “spinta”, il tuo impegno è la tua “attrazione”. 
Se sei in un momento in cui la paura ha preso il sopravvento, prova ad accoglierla e rifletti su queste domande che ti condivido.

Dai un nome alla tua paura. Di cosa hai paura in particolare? 
Scrivilo – dagli una voce. Cerca la paura che risiede sotto la paura: la paura più ovvia e superficiale è solitamente il risultato di qualcosa di più radicato.

Quale visione o sogno potrebbe voler proteggere la tua paura?

Immagina che la tua paura sia in realtà semplicemente vigilanza, prova ad immaginare quali azioni potresti poter attuare per procedere in sicurezza verso il tuo obiettivo, proteggendo allo stesso tempo ciò in cui ti sei impegnata? Come potresti onorare la tua paura e il tuo impegno allo stesso tempo?

Rimani presente, non sei in pericolo in questo momento: se hai paura, guardati intorno sei a posto. Ed è probabile che anche la prossima azione da intraprendere non sia pericolosa, fai un passo alla volta verso il tuo obiettivo. Ascolta la tua paura e la tua visione e lascia che guidino la tua prossima piccola azione. Piano piano ci arriverai.

Un abbraccio,
Alessia

 

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