Aiuto! Hanno copiato il mio progetto

Alessia D'Epiro

Set 27, 2021 | Donne che scelgono il cambiamento Strumenti per giocare più in grande


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Tempo di Lettura: 6 minuti

Se ti è capitato di pensare proprio quello che leggi nel titolo, siediti calma ed ascolta: il successo viene da come un’idea cresce, da come si risolvono i problemi ed il suo successo non arriva “solo” perché è una grande idea. Oggi voglio proprio condividerti informazioni importanti su come proteggere la tua energia, creatività ed emotività.

Seth Godin dice “Le idee muoiono in segreto” – se mantieni la tua idea nella tua testa, rimarrà lì dormiente. D’altra parte, se condividi la tua idea, la metti a rischio di essere rubata.

Ma c’è una via di mezzo: un posto sicuro dove puoi ottenere feedback e input sulla tua idea senza il rischio che venga rubata. Ha a che fare con quando e come condividi le tue idee.

idea

Le 3 fasi della nascita di un’idea

Quando un’idea nasce, di solito, possiamo individuare tre fasi ed è molto importante saperle riconoscere e darsi il tempo di verificarle.

1. L’idea è un lampo, un pensiero, una riflessione, una connessione di cose colorate che ti sembra proprio l’idea da 1 milione di euro, ma aimè ancora non lo è.
In questa fase è tutto entusiasmante, ma in realtà questa fase è platonica: più che un’idea è un pensiero.

Meraviglioso che sia nato lì dentro di te, ma dovrà volgere ai passi successivi.

Un pensiero che, per procedere nel suo percorso, deve essere scritto e ti assicuro che non è una banalità non solo perché verba volant, scripta manent, ma scriverlo significa sforzarsi di mettere in ordine in modo chiaro gli elementi.

2. A questo punto inizia una nuova fase, la fase della ricerca.

Sì qui so che sobbalzerai, succede sempre quando propongo questa fase, l’area della ricerca è sempre una grossa grassa fatica.

Per viverla al meglio devi porti con la mente del principiante, non avere pregiudizi, osservare e metterti in ascolto, quante persone hanno realizzato un‘idea simile? quante persone la propongono nel mondo?

Sì, per avere gambe e spalle forti, la tua idea ha necessità di confrontarsi e soprattutto di sapersi maturare, perché mentre ricerchi in realtà osservi cosa non vuoi portare nel tuo progetto e affili anche cosa vuoi.

Ecco, solo dopo questi passaggi il pensiero è un’idea più compiuta.

3. I prossimi passaggi ti sembreranno spinosi, ma in realtà è rappresentano il percorso più sicuro e lineare: da qui in poi dovrai condividere l’idea con collaboratori, fornitori, finanziatori e tecnici di tutti i tipi, ora per condividere devi far firmare un documento che si chiama NDA.

Cos’è un NDA? Te lo spiegherò approfonditamente nei nostri incontri, rimaniamo concentrate sul processo.

Quando incontri collaboratori se non ti senti di far firmare questo documento prova a raccontare la tua idea attraverso la comparazione, non racconti quello che è in realtà, ma racconti una storia parallela, oppure è in alternativa “spezza” l’idea in tante parti, contrai e non unire i puntini, asciuga e rimuovi particolari.

Uno strumento molto utile per tenere sotto controllo il tracciamento del documento che contiene la tua idea e che andrai a condividere è l’uso di un’App come DocSend che ti permette di visualizzare chi lo legge e, soprattutto, se quel documento è stato girato ad altre persone e sapere anche chi sono.

Come ogni cosa però arriva la stagione in cui il pensiero, diventato idea e essendo stato elaborato in un piano viva lì fuori, e ti assicuro che le migliori cose le imparerai con la condivisione: solo ascoltando se il tuo progetto è utile e come può migliorare sarai davvero in grado di realizzarlo. I peggiori fallimenti arrivano da chi si chiude a riccio in modo ostinato e continua sulla propria strada senza co-creare.

Quando sei lì nella stagione della condivisione a quel punto avrai anche la chiarezza e la gioia di parlarne e poi potranno nascere incontri di serendipidità che saranno le porte per varcare nuovi passaggi. Beh a questo punto qui è necessario avere un marchio registrato, un marchio che racconti le tue intenzioni che solidifichi il messaggio, che prenda parte e posizione, solo così potrà nascere il brand.

womanboss di alessia d'epiro

Quando nasce un brand ti assicuro che sarà davvero impossibile copiarti, al limite potrai ricevere proposte di collaborazione o di acquisizione.

Tutto chiaro fin qui vero?

Beh sappi che pochissime donne che si mettono in proprio procedono così, l’ansia del fare, del correre, della fretta, del risolvere crea progetti fotocopia che non mantengono forza e non tutelano l’energia, la propria, magari la tua.

Sono idea usa e getta che nascono e muoio velocemente come il fast fashion, durano due stagioni e poi via si decostruisce e costruisce di nuovo, oddio che fatica procedere così!

Leggendo so che ora starai pensando, ma io non voglio rimanere fossilizzata su qualcosa: se poi evolvo e cresco?

Cara amica puoi crescere facendo crescere il tuo progetto mantenendo salda la tua attività, ad esempio prendendo in prestito in concetto di OMBRELLO, il tuo brand può avere più ramificazioni, più settori, o semplicemente ci può essere un RE-BRAND.

Se ci pensi come crescono gli alberi? Rimanendo alberi e arricchendosi di foglie e rami.

Tutto questo processo è parte del tuo patrimonio, del tuo valore: hai un pensiero, lo nutri per farlo diventare idea, registri un marchio e magari riesci a produrre anche un brevetto, tutto ciò si chiama valore o meglio proprietà intellettuale.

E tu che lavori in proprio oltre a correre dietro alle scadenze dovresti occupare il 10% del tuo tempo a costruire tutto ciò.

Ogni anno si tiene un convegno sullo stato di fatto della proprietà intellettuale e le imprenditrici. Purtroppo la situazione è avvilente, come al solito c’è un gap. Trovi qualcosa qui.

Pensa che il paese che più al mondo lavora in questa direzione è la KOREA e tieniti forte l’Italia è terzultima.

iscrizione 30 settembre

Perdonami per me, che ho deciso di occuparmi di autodeterminazione femminile, affermare il proprio potere significa anche poter costruire in una direzione di tutela del valore e dell’accrescimento del proprio progetto.

Perché sai cosa dovresti pensare? Dovresti sostituire la paura di essere derubata della tua idea con la possibilità che, se vorrai e se farai tutti i passi necessari che ti ho raccontato, potrai dire e dimostrare che la tua idea ha un valore economico e se tu vorrai potrai ricevere il valore che hai speso in notti insonni, dolori, emozioni e denari.

Tutto questo, se vuoi, lo passiamo fare insieme con una consulenza privata scrivendo a hello@alessiadepiro.it

Sappi che esistono bandi e fonti di finanziamento che possono supportare l’investimento di denaro che ti servirà per finanziare e fare crescere il progetto.

Le buone notizie ci sono, bisogna solo saperle scovare.

* Perchè trovi il simbolo 'ə' (schwa) negli articoli?

La ‘ə’ o schwa è uno strumento di inclusività.
Serve infatti a scardinare il principio secondo cui si tende ad utilizzare il maschile inclusivo nel linguaggio.
Le parole che usiamo sono importanti e definiscono la nostra realtà.
Utilizzare la schwa è uno sforzo iniziale per cominciare a scardinare stereotipi e mentalità.
Se sei curiosə qui trovi un articolo ben scritto per cominciare la tua ricerca.

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